Sempre attuale

Opportunità ed occupazione.

Occupazione per attuare progetti e progetti per creare occupazione sono i cardini sui quali ruota la libertà dei cittadini. La distinzion...

29 dicembre 2015

Il terrore di essere il signor Nessuno

Sin dalla nascita siamo dominati dall'istinto di collocazione sociale. Alcuni lo esercitano in posizione dominante, altri in posizione subordinata ma tutti assillati dallo stress per non giungere ad essere compresi nella miriade dei "Signor Nessuno".
Chi è il Signor Nessuno che nessuno vuole impersonare? C'è qualcuno che l'abbia mai incontrato mentre dichiara di esser un nessuno tra gli esistenti? Eppure tutti temono di impersonarlo anche dal rango più alto della scala sociale.

08 novembre 2015

Ci risiamo ...

Al voto senza progetti ...

Rileggo questo post, pubblicato il 6 febbraio 2008. Altri sette anni persi. A Bologna, oggi, grande manifestazione dei moderati. Berlusconi ci riprova? Immediatamente si riattivano gli antagonisti. Ma chi comanda questa gente?L'Italia è alla mercé di chi non ci ama e di noi stessi che non riusciamo a svincolarci dalla malacreanza di politici che hanno sfruttato il nostro voto solo per coltivare interessi oscuri mascherati negli ordini e nelle istituzioni dello Stato?

02 novembre 2015

Il lavoro esalta la Persona


Il lavoro non è un diritto.
Il lavoro non è un dovere.
Il lavoro è un'opportunità!

Opportunità da offrire.

Opportunità da cogliere.
Opportunità da coltivare.



Lavorare significa creare opportunità per condividere un'occupazione.
pibond

09 agosto 2015

Il torpedone 3


Vincenzo Fano, in data 24 luglio 2015 ore 8:47 scrive sul Diario Fecebook: Un numero infinito di matematici entra in un bar e il barista chiede loro: Cosa vi porto?" Il primo matematico risponde: Io prendo un mezzo boccale di birra. Il secondo dichiara quindi. Io ne prendo un quarto, il terzo: Io un sedicesimo... Il barista li interrompe, riempie un solo boccale di birra e dice: Basta così ragazzi, conosco i vostri limiti.

Il torpedone


Vincenzo Fano, in data 24 luglio 2015 ore 8:47 scrive sul Diario Fecebook: Un numero infinito di matematici entra in un bar e il barista chiede loro: "Cosa vi porto?". Il primo matematico risponde: "Io prendo un mezzo boccale di birra". Il secondo dichiara quindi. "Io ne prendo un quarto", il terzo: "Io un sedicesimo"... Il barista li interrompe, riempie un solo boccale di birra e dice: "Basta così ragazzi, conosco i vostri limiti".

18 giugno 2015

Colorare l'esistenza

Si è soliti giudicare il comportamento delle persone per come appaiono e non come realmente sono. Vediamo il nostro capo ufficio sul posto di lavoro ma non a casa, in pantofole, mentre guarda la televisione. Poco importa far apparire ciò che gli altri vedono; ritengo invece essenziale che la persona mostri volontariamente ciò che di sè vuole rivelare agli altri. Fin qui non c’è nulla di nuovo perché, ancora oggi, tutti nascondiamo ciò che non vogliamo far apparire e, in molti casi, mostriamo - simulando - di essere chi realmente non siamo.
La simulazione, come un tempo, non è più possibile perché i sensori di prossimità e i dispositivi di navigazione inseriti negli smartphone fanno emergere come equivoci i comportamenti del galantuomo, mentre, il mascalzone può mostrarsi come persona tra le più virtuose. Ecco, quindi, la necessità che ognuno mostri se stesso, non secondo il profilo convenzionale come ce lo vogliono appiccicare i politici nel propagare le loro ideologie, ma con quello che rispecchia realmente l’onda sulla quale ognuno intenda progettare il proprio percorso di vita.

27 maggio 2015

Il gioco di pibond

Il secondo capitolo Il Corso generazionale di Oltre il tempo - Uomo e Persona, rispecchia il contenuto di tre pagine del mio sito www.pibond.it Specialismo,all’Antispecialismo e al Generalismo. Il terzo post, sul Generalismo conclude proponendo un gioco che potrebbe avere interessanti sviluppi. L’ho chiamai Il gioco di Pibond. Lo ripropongo per completarlo e renderlo giocabile.

10 maggio 2015

Molte chiacchiere per poche righe e una tabella

A lume di buon senso, la questione posta dalla Sentenza della Consulta in merito al ripristino della misura delle pensioni in corso prima del blocco, dovrebbe essere trattata in modo da consentire all’Inps di gestire un sistema che gradualmente porti il minimo di pensione a raggiungere una quota che superi l’attuale importo di circa cinquecento Euro mensili.
Secondo me, la decisione della Corte costituzionale potrebbe essere risolta fiscalmente senza l'intervento dell'INPS: ad esempio  pagando un’indennità risarcitoria netta temporanea ai soggetti che hanno subito la decurtazione della pensione.  Quanto agli arretrati, da rimborsare in misura netta, potrebbero essere emessi dei buoni del tesoro come un tempo successe ai tempi dell’inflazione a due cifre che si abbatté sul nostro paese negli anni 70-80 del secolo scorso.
Per quanto riguarda gli altri pensionati la misura della pensione potrebbe essere aumentata gradualmente riducendo la detrazione fiscale sino ad eliminarla del tutto.
A questo punto la questione coinvolgerebbe l'intero aspetto della legislazione sociale eliminando dalla fiscalità tutto ciò che lo Stato paga ai cittadini e ricavando il gettito dalle imposte progressive sul reddito personale (IRPEF) da attività produttive e dall'Iva applicabile solo sui beni di consumo non durevoli. Per quanto riguarda la tassazione delle società (IRPEG), il reddito prodotto andrebbe tassato in relazione all'impatto ambientale dell'attività esercitata sino a concorrenza dell'utile netto di esercizio.

08 maggio 2015

Specializzazione, Riduzione e Semplificazione

Pibond - Oltre il Tempo -
Uomo e Persona
Aiuto!! Salvateci dai tecnici specialisti: sono coerenti per lo scopo delle loro azioni, ma ignoranti sugli effetti di ciò che dicono e soprattutto di ciò che fanno. Costoro riducono la realtà a loro misura come se il latte fosse dosato in volt anziché in litri; vietano l'installazione degli spaventapasseri nei campi perché gli uccelli non possono essere stressati quando beccheggiano i semi dalle spighe di grano. Non c'è attività nella quale il tecnico specialista non metta il becco, per staccare dalla dinamica degli eventi i fatti per combinarli con un progetto  incompatibile con quello dei suoi colleghi.

10 aprile 2015

TEORIA DELLA STUPIDITÀ (Post di Sergio Rubino)

Diagramma stupidità di Carlo Maria Cipolla,
Si parla spesso di genialità, di intelligenza, di virtù , le quali sono oggetto di studi, oltre che di fascino.
Chiunque, tra voi, saprebbe riconoscere una persona di spiccata intelligenza usando solo pochi accorgimenti.
Di contro, perché mai nessuno si é interrogato sulla stupidità umana ? 
Chi è uno stupido e cosa lo contraddistingue?
-È necessaria una teoria della stupidità-.
Dalle azioni compiute ognuno di noi trae dei vantaggi o delle perdite e allo stesso tempo determina un vantaggio o una perdita per qualcun altro. Intendo vantaggi o perdite in senso ampio; non solo materiale o economico, ma anche psicologico, emotivo, etc.
Rappresento questo concetto in un grafico:
- asse delle X: guadagno per sé;
- asse delle Y: guadagni per gli altri.
Il piano cartesiano risulterà diviso in 4 quadranti, ognuno dedicato ad un tipo di persona. Numerando i quadranti come indicato in figura:
1) INTELLIGENTI = Nelle azioni e comportamenti portano dei vantaggi sia per sé che per gli altri.
2) BANDITI = Nelle azioni e comportamenti portano dei vantaggi per sé, ma creano svantaggi agli altri.
3) SPROVVEDUTI = Nelle azioni e comportamenti portano degli svantaggi per sé, ma creano vantaggi agli altri.
4) STUPIDI = Nelle azioni e comportamenti portano degli svantaggi sia per sé che per gli altri.
Eccoli qua gli STUPIDI; sono persone che causano un danno a terzi, senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Gli stupidi sono imprevedibili e tipicamente i non - stupidi tendono a sottovalutarne il numero.
C'è da dire che nessuno appartiene stabilmente ad uno dei quadranti: la vita é un fluire dinamico tra intelligenza, ingenuità, disonestà e stupidità.
Quanto meno adesso sapete chi evitare, o chi evitare di essere, mentre fate la fila in banca.



Commento di Pietro Bondanini
Credo che sia necessario collocare il grafico in un contesto più vasto perché è parte di teoria concorrente a completare una teoria già esistente. Qui l'intelligenza viene attribuita a chi opera per recare benefici agli altri e vantaggi per sè. Ma questa non è l'intelligenza: è un assunto etico secondo il quale uno sprovveduto/stupido che inconsciamente operi in tal senso sarebbe altruista. No non va bene. Non si può cambiare il significato delle parole. Il grafico vorrebbe dimostrare che l'intelligenza faccia premio sulla bontà d'animo. Così non s'intenderebbe discriminare solo gli intelligenti dal contrario stupidi, ma anche gli intelligenti dagli sprovveduti e dai banditi, quando invece sono gli altruisti/egoisti da discriminare tra i buoni e i cattivi da contrapporre agli sprovveduti. Banditi e stupidi non possono trovar posto nella società.

Risposta di S. Rubino
Intanto grazie per il commento: trovo solo ora il tempo di risponderLe.
 Credo l'intelligenza, che di per sé non ha definizione univoca e generale, sia inserita in questa teoria come contrario di stupidità: è quest'ultima ad essere il filo conduttore.
Vedo questa come una valida provocazione mirata ad individuare chi sia stupido, più che il contrario. Una provocazione soltanto.
D'altronde, in un sistema complesso e non lineare, quale è quello sociale, è pressoché impossibile prevedere le conseguenze (nel bene e nel male) delle azioni e la casualità mette a dura prova buona e cattiva fede, rendendo inapplicabile una teoria che fondi sui postulati di Cipolla.

Nello stesso libro si trovano le cinque leggi fondamentali della stupidità:
·         Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
·         Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
·         Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
·         Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
·         Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.
Come si vede dalla terza legge, Cipolla individua due fattori da considerare per indagare il comportamento umano:
·        Danni o vantaggi che l'individuo procura a se stesso
·        Danni o vantaggi che l'individuo procura agli altri
Creando un grafico col primo fattore sull'asse delle ascisse e il secondo sull'asse delle ordinate si ottengono quindi quattro gruppi di persone:
·        Intelligenti (in alto a destra): fanno il proprio vantaggio e quello degli altri
·        Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano se stessi e avvantaggiano gli altri
·        Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri e se stessi
·        Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri per trarne vantaggio


25 febbraio 2015

Un Monumento alla libertà religiosa

Costantino Augusto il Grande
Faccio seguito al mio precedente post Dio e impero nel quale ricordavo l'Editto di Milano durante la celebrazione del diciassettesimo  secolo dalla sua proclamazione.

Ora mi riferisco alla penosa polemica sorta in questi giorni, in merito alla collocazione di una copia della Statua della Madonnina in una piazza di Milano, per suggerire che sarebbe più opportuno proporre un monumento da erigere in centro della Piazza Lombardia per celebrare il Grande evento che fu l'Editto di Milano. Da allora fu proclamata la libertà religiosa a oriente e ad occidente dell'impero romano. Nonostante il fatto che già esista una statua di Costantino a San Lorenzo, sembra opportuno celebrarlo di nuovo ponendolo accanto a Licinio Augusto, seduti in panchina, con la scritta del seguente testo dell'editto.

Licinio Augusto
« Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto, essendoci incontrati proficuamente a Milano e avendo discusso tutti  gli argomenti relativi alla pubblica utilità e sicurezza, fra le disposizioni che vedevamo utili a molte persone o da mettere in atto fra le prime, abbiamo posto queste relative al culto della divinità affinché sia consentito ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità. »

Chi potrebbe opporsi a questa proposta? Il cristiano perché la libertà è anche di chi professa una religione diversa dalla sua? L'ebreo o il musulmano perché la libertà fu concessa anche ai cristiani? Il miscredente perché considera chi crede in Dio un perdigiorno?  L'ateo perché è convinto di esser lui il vero dio?

08 febbraio 2015

Lo spazio europeo: sguardi da sud per inventare il comune - dialogo con ...



E' possibile reinventare il comune attraverso la lotta di classe?

Ascoltare dal minuto 45 per capire se è possibile.

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03 febbraio 2015

Libertà e Lavoro


Alcune Costituzioni dichiarano chi sono le persone e sanciscono quali sono le loro libertà; altre confondono le persone col popolo e sanciscono i doveri da osservare per riconoscere il diritto di essere liberi; altre concedono i diritti alla sola classe dei lavoratori e, nel lavoro, individuano la fonte di ogni diritto; altre, infine, costituiscono comunità nelle quali l'individuo non ha altra scelta che quella di usufruire di ciò che gli viene concesso.

Questo, della libertà e lavoro, è l'argomento centrale che progettavo di trattare sin da quando ho iniziato a scrivere in questo sito. Solo ora mi sento di affrontare un tema che rappresenta, a mio parere, il nucleo centrale dei problemi della nostra epoca.
Come ho già accennato altrove (v. Benessere non è felicità) il lavoro è un fattore di produzione come la terra, il capitale e l'impresa. Ognuno di questi si distingue per la caratteristica della remunerazione che gli è propria: la rendita per la terra; l'interesse per il capitale; il salario per il lavoro e il profitto per l'impresa.
Ricomporre il percorso del materialismo storico dove la produzione umana si ottiene solo dalla terra e dal lavoro, significa ricreare, secondo la tradizione giudaico-cristiana, l'epoca di Adamo ed Eva prima che mangiassero il frutto dell'Albero della Conoscenza; infatti furono puniti da Dio che segnò loro e la loro discendenza col peccato originale. Nella tradizione dell'antica Grecia fu pure prima che Prometeo rubasse il fuoco dalla fucina di Efesto destando le ire di Zeus. Prometeo fu punito con l'invio del vaso di Pandora contenente tutti i mali e le calamità che si sarebbero abbattuti sull'umanità.

01 febbraio 2015

FERRARA, MARTEDÌ 16 SETTEMBRE 1947

Avevo 13 anni. Un motocarro passa sotto casa dove abitavo con la mia famiglia. Un ex partigiano, in piedi sul pianale, annuncia, dal megafono, che alle 16 sarebbe stata distribuita, lungo il Corso della Giovecca, la copia della Costituzione secondo il testo appena approvato nell’ultima seduta dell’Assemblea. All’ora prevista, mi recai sul posto. Con qualche ritardo e intrufolandomi nella ressa, riuscii ad averne una copia. Portai a casa questa primizia e, dopo cena, con Papà e mio fratello, si iniziò leggere la Costituzione. La lettura non andò oltre l'articolo 1.


Il testo risultava diverso da quello del progetto originario quale fu presentato dalla Commissione per la Costituzione alla Presidenza dell’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1947 che recitava:


Dal testo traspariva l’esclusione degli imprenditori, degli artigiani, dei commercianti e degli esercenti le libere professioni che avrebbero invece dovuto rientrare nella categoria dei lavoratori - pena la loro "non partecipazione" effettiva … all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Si era passati a fondare la Repubblica solo sul lavoro, spogliando il cittadino della sua propria personalità di lavoratore e riducendolo a produrre, in modo coatto, sulla base di pianificazioni economiche e sociali.





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